Un progetto che trasforma il videogioco in strumento di cura, relazione e inclusione
Oggi più che mai il videogioco non è solo intrattenimento: per molti giovani è un linguaggio, uno spazio di relazione, un modo familiare di esprimersi e di connettersi con gli altri. In questo contesto nasce “Gaming che cura”, un progetto innovativo che porta la Video Game Therapy (VGT) in uno dei principali ospedali milanesi, l’Ospedale Niguarda.
Un ponte tra linguaggi diversi
I percorsi terapeutici tradizionali si basano principalmente sull’uso del linguaggio verbale, che può non riuscire a raggiungere tutti i ragazzi, soprattutto quelli con disturbi del neurosviluppo, come disturbi dello spettro autistico o deficit di attenzione. Per molti di loro, infatti, interagire, comunicare e raccontarsi risulta difficile.
Gaming che cura parte da ciò che questi ragazzi già conoscono: il videogame.
Non si tratta di evasione, ma di un linguaggio terapeutico reale, capace di:
– creare una relazione di fiducia con il terapeuta;
– osservare emozioni, comportamenti e dinamiche cognitive in tempo reale;
– sostenere funzioni esecutive spesso carenti;
– rafforzare motivazione, competenze e senso di efficacia personale.
Video Game Therapy: cosa significa davvero
All’interno del polo tecnologico TechLAB di Spazio Vita Niguarda è nato uno spazio chiamato Gaming for All, concepito come ambiente inclusivo di gioco e apprendimento. Nel tempo, questo spazio si è evoluto in un vero e proprio laboratorio terapeutico integrato con i percorsi clinici del reparto di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza dell’Ospedale Niguarda.
Qui il videogame diventa uno strumento concreto per entrare nel mondo del ragazzo, osservare e accompagnare i suoi processi emotivi e relazionali, e costruire insieme un percorso di cura più efficace e meno frammentario.
Perché è importante il tuo sostegno: “Gaming che cura” è un progetto sperimentale e pionieristico: sarà la prima esperienza di Video Game Therapy integrata in un grande ospedale italiano. Il tuo supporto è fondamentale per:
– acquisire tecnologie, software e attrezzature specialistiche;
– allestire postazioni dedicate alla terapia;
– garantire la presenza di psicologi, professionisti sanitari e tecnici specializzati;
– rendere questo approccio sostenibile e replicabile anche in altri contesti clinici.
Un’opportunità di cambiamento concreto: Sostenere questo progetto significa investire nella cura, nell’inclusione e nel futuro dei giovani più fragili. Significa dare voce a chi fatica a farsi capire, aprire porte nuove ai percorsi di cura e promuovere una visione della salute che integra strumenti innovativi, tecnologie e relazioni umane.
👉 Scopri di più e fai la differenza insieme a noi!
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