Associazione Paraplegici Lombardia

Qualità della vita per tutti

A proposito di Settimana Europea della Mobilità

Per rovinare la vita di una persona incidenti, malattie, povertà, guerra spesso non bastano. Serve anche l’egoismo di chi ci sta intorno e, se vogliamo veramente farci del male, anche il rifiuto di confrontarci con le difficoltà o di chiedere aiuto.
Affrontare la vita seduti su una carrozzina è sempre una bella fatica, ma un ascensore o uno scivolo possono veramente fare la differenza tra fatica e disperazione.
In una società inclusiva tutte le persone possono sviluppare al meglio le proprie potenzialità e, contemporaneamente, tutti si impegnano per assicurare agli altri la migliore qualità della vita.
Per anni la disabilità è stata trattata come un mondo a parte, anziché come parte integrante dello stesso unico mondo. Un mondo che ricomprende tutti gli individui e che dovrebbe offrire a ciascuno le condizioni per poter vivere una vita piena e dignitosa.

Barriere architettoniche

Da alcuni anni APL ha scelto di affrontare il problema delle barriere architettoniche partendo dall’educazione dei bambini. I nostri volontari collaborano con istituzioni preposte all’educazione (scuola) e al rispetto delle normative sulla circolazione (polizia urbana) nell’ambito di programmi di educazione stradale. Con la loro testimonianza orientano i i ragazzini ad osservare il territorio in cui vivono con attenzione, per rendersi conto degli ostacoli alla libera circolazione delle persone disabili, individuare soluzioni possibili e soprattutto per combattere i cattivi comportamenti che spesso vanificano anche interventi migliorativi (vandalismi, posteggi abusivi ecc..)

Che fare ? l’impegno di APL

Da alcuni anni APL ha scelto di affrontare il problema delle barriere architettoniche partendo dall’educazione dei bambini. I nostri volontari collaborano con istituzioni preposte all’educazione (scuola) e al rispetto delle normative sulla circolazione (polizia urbana) nell’ambito di programmi di educazione stradale. Con la loro testimonianza orientano i ragazzini ad osservare il territorio in cui vivono con attenzione, per rendersi conto degli ostacoli alla libera circolazione delle persone disabili, individuare soluzioni possibili e soprattutto per combattere i cattivi comportamenti che spesso vanificano anche interventi migliorativi (vandalismi, posteggi abusivi ecc..)